NON TUTTI SANNO CHE LO SPRITZ...

E se ti dicessi che il cocktail più diffuso tra gli aperitivi italiani avesse mezze origini austriache? Difficile crederci, eppure sembra proprio essere così.

Le radici del nostro Spritz, o Spriss in gergo dialettale veneto, risalirebbero alla fine del Settecento, durante il periodo di dominazione austriaca nell’area lombardo-veneta. La Storia ci racconta che i soldati asburgici, davanti al tentativo di avvicinarsi al vino locale, non ne apprezzarono l’elevata gradazione alcolica, ragione per cui pensarono bene di allungarlo con dell’acqua gassata. Da qui l’azione di spritzen, letteralmente “spruzzare”, che chiarirebbe non solo la pratica austriaca nell’aggiustare il tenore alcolico, ma anche l’etimologia dell’aperitivo più conosciuto su scala nazionale e internazionale.


Ma lo Spritz come lo conosciamo oggi nasce solo negli anni Venti, quando oltre al semplice gesto dello spruzzare l’acqua si pensò di aggiungere al vino bianco frizzante una correzione di bitter o di vermouth.

All’inizio le versioni in circolazione erano solo due, quella padovana, “macchiata” dall’Aperol, e quella veneziana, dove la diversa colorazione, più tendente al rosso vivo, era ottenuta dal Select, un bitter lagunare dal sapore agrumato, destinato tuttavia a restare una peculiarità della zona.

Nel giro di pochi anni l’Aperol Spritz finì per conquistare i bar di molte piazze, tanto da diventare l’icona dell’aperitivo italiano. Un successo premiato anche dall’IBA (International Bartenders Association), che fin dal 1986 lo inserì negli elenchi ufficiali dei cocktails.
Tuttavia, per quanto la versione classica dello Spritz resti un indiscusso evergreen, al cui inno partecipò anche Sir Oliver Skardi, ex leader del noto gruppo veneziano Pitura Freska, con la canzone omaggio Fame un Spritz, le varianti sarebbero molte e tutte diverse tra loro per composizione e provenienza.

Non solo Aperol e Campari o, per i sapori più decisi, China Martini e Cynar; molto apprezzato durante la stagione estiva è anche lo Spritz bianco o al limone, un aperitivo dissetante, ottenuto dalla miscela di vino bianco fermo, soda e succo di limone.

Simile è la versione bresciana di Il Pirlo, in cui il mix perfetto di vino bianco fermo, bitter e acqua gassata viene servito in uno scenografico calice a palloncino.
Un ponte di sperimentazione e qualità è proprio quello tra Brescia e Treviso, che nel 2016 lanciano una nuova proposta di aperitivo, il Fogliarossa Spritz. Nato dall’idea dello Chef Giuliano Tonon (Da Celeste) e realizzato dalle Distillerie Franciacorta, il liquore Fogliarossa esalta l’elemento protagonista nella cucina della Marca, il radicchio rosso tardivo Igp, sfruttandone le proprietà come ingrediente base per i cocktails. Si tratta, infatti, di un liquore naturale, la cui colorazione è rilasciata unicamente dall’ortaggio, senza rendere necessario alcun tipo di intervento. Presentato in occasione del Vinitaly 2016, il
Fogliarossa Spritz (4 dosi di liquore, 2 di Orange Sour e 4 di Rosé) è stato piacevolmente accolto dal largo pubblico.
Insomma, un unico cocktail, ma mille varianti per quello che resterà sempre uno Spritz «bon, co na feta de limon».


E tu? Qual è la tua versione preferita di Spritz? Scrivilo nei commenti.

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