VALDOBBIADENE: LA COLLINA PROTETTA DALL’UNESCO

Territori e luoghi da scoprire  

Nell’ultimo articolo il nostro percorso gustativo si era soffermato su Valdobbiadene e, in modo particolare, sul Prosecco Docg, la bollicina prodotta proprio in questa zona, oggi patrimonio culturale Unesco. Considerata, dunque, l’importanza di tale località ad alta concentrazione vitinicola, ho voluto approfondire l’argomento con qualche altra curiosità.

 

Perla rara nel cuore collinare del Veneto, Valdobbiadene dista appena venti minuti di macchina dalla piccola città rinascimentale di Conegliano, conosciuta per aver dato i natali a uno dei maggiori esponenti della scuola veneta, Giovanni Battista Cima. Non solo, la discreta vicinanza da Treviso, altro polo d’attrazione turistica, farebbe di Valdobbiadene una meta molto attesa dai viaggiatori.

 

Infatti, questi colli sono visitati tutto l’anno, anche durante la stagione invernale, dal momento che, oltre all’incantevole paesaggio, non mancano ottimi posti per rifocillarsi e godere di una buona cucina. Per l’appunto, di recente ho avuto l’occasione di pranzare alla Trattoria Alla Cima, dove non solo il panorama è incredibile, ma anche i piatti tipici sono eccezionali. Un ottimo equilibrio tra novità e tradizione, con una scelta accurata dei prodotti d’eccellenza della zona.

 

Sebbene io abiti vicino a Valdobbiadene, motivo per cui non ho mai sentito l’esigenza di cercare un alloggio esterno, se vuoi vivere un’esperienza completa e sentirti coccolato, non posso che suggerirti l’Hotel Villa Abbazia di Follina. Qualche anno fa sono stato invitato a trascorrervi un paio di notti ed è stato come vivere un sogno. Ricordo ancora la sensazione che provai al risveglio, quando il gioco di luci e ombre nelle sale dell’antica villa veneta sembrava regalarmi un altro viaggio, quello nel tempo di un castello medievale.

 

Ma, se sei a Valdobbiadene e le temperature favoriscono una gita all’aria aperta, ti invito a provare l’itinerario naturalistico Anello del Prosecco Superiore, un percorso alla riscoperta della tradizione enologica e culinaria di questa terra, attraverso le località di San Pietro di Barbozza, Saccol e Santo Stefano. Proprio qui, tappa d’obbligo è l’Osteria senz’oste, un vecchio casolare con stalla ristrutturato a osteria, dove, però, l’oste non c’è. Infatti, la gestione è lasciata alla fiducia del singolo consumatore, che può comprare i prodotti enogastronomici, pagando alla cassa automatica della cucina. C’è davvero di tutto: da un ampio assortimento di formaggi, salumi, pane cotto al forno, dolcetti e caffè, alla disponibilità di usare utensili per la preparazione del banchetto all’aperto. E, non appena avrai fatto scorta anche del vino, potrai accomodarti in uno dei tavoli esterni tra i filari del vigneto per assaporare il tuo aperitivo a Doc, anzi, a Docg! (Consiglio di arrivare prima delle undici di mattina, specialmente durante il fine settimana, per evitare di trovare tanta gente).

 

Non tutti sanno che…

Proprio a Conegliano, nel 1876, fu istituita la prima scuola enologica d’Italia G. B. Cerletti, dal nome dell’agronomo ed enologo che la fondò. Nata per sostenere lo sviluppo dell’agricoltura e della viticoltura nel Veneto, ha sempre promosso ricerche nell’ambito del processo di vinificazione, così da diventare sede di grande prestigio per la formazione enologica.

 

 

 

 

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