QUAL È IL CALICE GIUSTO? FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA

Anche il vino ha bisogno del look giusto per apparire al meglio

È proprio così. Dalla scelta di un calice può dipendere il valore del nostro vino. E non vale solo per una questione estetica.
In Italia sono presenti oltre 500 vitigni. Siamo i primi al mondo. Un dato interessante, se si considera la modesta superficie del nostro Paese rispetto a quella di altri Stati. Tuttavia, con ciò non si vuol suggerire di avere 500 bicchieri quante sono le tipologie di coltivazione! Sarebbe un invito folle, a meno che il tuo hobby non sia quello di collezionare bicchieri.
Tale estensione, però, permette di capire quanto importante sia utilizzare il calice giusto per rappresentare al meglio la varietà di ogni vino e risaltarne le caratteristiche.


Ma non esiste un bicchiere universale?
Certo che sì ed è stato denominato ISO Standard Wine Glass. Per quanto esso tenti di trovare un compromesso tra i vari vini, a mio avviso, le mezze vie non sono mai una buona soluzione, quindi, tra cinquecento calici e uno solo, la misura perfetta è sei.


Per i vini rossi è fondamentale il diametro. Deve essere abbastanza ampio (9-10cm circa), così da permettere la diffusione degli aromi. Per i rossi che non fanno affinamento in legno, sarà sufficiente un calice basso, di media dimensione e ampiezza, ma per quelli più strutturati sono consigliati calici con un’apertura e un’altezza maggiori, come i classici “baloon”.


Per i vini bianchi giovani, senza particolari affinamenti, andrà bene un calice di medio diametro (7-8cm circa), non troppo alto, mentre, per quelli strutturati un bicchiere più alto, che, al momento della degustazione, riveli tutti gli aromi derivati dal lungo processo di produzione.


Per gli spumanti, è la tradizionale flûte a valorizzare il tanto apprezzato perlage, dove la forma allungata dello stelo vuole facilitarne la presa, evitando che le dita poggino nella parte alta del bicchiere con il rischio di abbassare la temperatura del vino. (Addirittura esistono delle tipologie di calice studiate proprio per risaltare la brillantezza del colore e della bollicina. Insomma, a volte quel bel vedere non dipende tutto dal vino!)


Infine, per i vini passiti è indicato un bicchiere dalle dimensioni ridotte, con la giusta ampiezza, che agevoli la diffusione dei profumi, in questo caso, particolarmente intensi.
Anche qui, la lunghezza dello stelo è un ottimo punto di riferimento per la presa ed espressione di eleganza.


Piccola curiosità. Se fai roteare il vino all’interno di un calice, osserverai la formazione di piccoli “archetti” sul bicchiere. Più il vino ha un grado alcolico elevato, più alti saranno gli archetti. Attenzione, però! Se dai troppi giri a uno spumante, finirai per perdere il tanto desiderato perlage!


Prima di concludere, un’ultima raccomandazione. La temperatura di servizio del vino è molto importante per un’ottima degustazione del prodotto. Pertanto, i vini bianchi e le bollicine dovrebbero essere serviti in un bicchiere precedentemente raffreddato sotto l’acqua corrente, mentre i rossi in un calice a temperatura ambiente.

 

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